Tex

Sono nato nel 1960 e cresciuto nel mito del cane pastore tedesco, di cui all’epoca Rin Tin Tin era lo stereotipo, peraltro l’unico cane, insieme a Lassie che si poteva ammirare sullo schermo. Non avendo mai avuto la possibilità di tenerne uno, non appena si sono create le condizioni ne ho approfittato: è stato come volersi togliere la sete con il prosciutto e per farlo mi affidai ad un noto allevamento di Roma Nord. Tex (da noi così ribattezzato successivamente) non lo abbiamo scelto noi, è stato il contrario, essendo l’unico dei cuccioli che ci vennero stati mostrati che ci ha degnato di attenzioni sicché la nostra scelta non poté non ricadere su di lui. Non avendo esperienza di cani, non ne abbiamo apprezzato subito le particolarità: per noi era tutto normale. Non fu proprio così e ce ne siamo poi accorti, piano piano, a nostre spese. In realtà, avevamo pescato un esemplare unico. L’imbarazzo di Tex nella nuova casa è durato mezza giornata. La notte, dormendo ai pedi del letto di mia figlia, ha abbaiato a mia moglie che andava al bagno. Avremmo dovuto capire da lì che non sarebbe stata facile. Imparò subito che l’ascensore serviva per uscire. Imparò dove stava il cibo. E soprattutto, imparò (e non dimenticò più) che le finestre erano come un buco nella rete. Tuttora, dovunque sia, se sente tirare su una serranda, lascia perdere qualsiasi cosa stia facendo e si precipita col piglio del “che stai facendo senza il mio permesso?”.

Abbiamo imparato che Tex non respira, ansima. Tex non ti accompagna, ti stalkera. Tex non si muove, si fa spazio a spallate. Tex non è testardo, è ossessivo. Tex non si lamenta, è petulante. Tex non corre, sgomma. Tex gioca, con regole sue, quando desidera lui e con quello che piace a lui. Tex non morde, rompe quello che gli passa davanti al muso.

Abbiamo preso (o forse è meglio dire siamo stati catturati…) da un esemplare determinato al limite della prepotenza, che cerca di orientare a proprio vantaggio il comportamento di chi lo circonda. Irresistibilmente attratto dal mondo esterno, tuttora trascorre molto tempo alla finestra osservando cosa accade. Tex è un cane che si prende tutto lo spazio che gli concedi, salvo poi cercare di toglierti il tuo. Tex in casa è peggio della peggior suocera: non gli sfugge nulla, ti osserva, ti segue, vuole controllare tutto, partecipare a tutto. Sta sempre in mezzo. Qualunque provvedimento si adotti nei suoi confronti, Tex ti guarda con aria di sfida come per dire “tutto qui quello che sai fare?”.

Impazzisce per il campo di agility che ritiene di sua esclusiva proprietà, accatastamento incluso. Conosce tutti gli ostacoli che ripete sino allo sfinimento fisico e mentale. Compila e tiene aggiornata la lista dei suoi nemici giurati che incontra, suo malgrado, durante la lezione, mal celando il disagio che ciò comporta.

Con il tempo e soprattutto con l’aiuto ed i consigli del Centro Studio Cani (e devo dire anche dell’acqua ossigenata, della penicillina, delle pomate, dei cerotti e delle garze…) abbiamo faticosamente imparato quanto meno a limitarlo contando nel frattempo le cicatrici sulle mani e sulle braccia. Si, perché seppure ci voglia bene (a modo suo) non si è fatto mancare nulla.

Peraltro, di lui a distanza di sei anni e oltre, non abbiamo ancora capito dove sia posizionato l’interruttore dell’alimentazione o in alternativa il vano batterie.

Di sicuro non possiamo dire che non ci stia facendo compagnia e riempendo le giornate. Quando se ne andrà ci mancherà certamente.

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