Gaia

Ciao a tutti, siamo Michela e Simona e la nostra esperienza con Gaia, detta anche Picciu Pacciu, inizia nel lontano 2004, quando decidiamo di adottare una cagnolina simil-pincher, abbandonata e temporaneamente “parcheggiata” in un rifugio a Roma, in cerca di una famiglia che si prendesse cura di lei.

Ovviamente è stato subito un grande amore per noi per questa cucciola ipercinetica e un po’ pazzoide che sin dai primi momenti ha ricevuto tutte le attenzioni possibili di tutta la famiglia. Nella nostra vecchia casa in campagna, la principessa aveva a disposizione molto spazio, sia interno che esterno, ma quando le condizioni famigliari purtroppo sono cambiate, ci siamo trasferite in un appartamento in un contesto più cittadino rispetto a prima… e soprattutto con un vicinato con poca tolleranza.

Gaia aveva 3 anni quando si è trovata improvvisamente in una nuova realtà a lei molto stretta e quando rimaneva sola in casa, si trasformava in un piccolo demonio. Per citarne alcune: pipì in casa tutti i giorni e per tutte le volte che restava sola, rubava scarti organici e non nella spazzatura continuando a mangiare resti sul divano, rosicchiava magliette e indumenti vari che trovava in casa, abbaiava instancabilmente tutte le volte che restava sola (ovviamente solo nelle ore diurne) dietro la porta e portarla in giro era un’impresa, si trasformava in un cane da traino nonostante il collare a strozzo e sfidava ogni cane che incontrava, anche se era 10 volte più grande di lei.

L’abbaio del pincher è l’abbaio in assoluto con i toni più alti della specie canina e dopo qualche mese, abbiamo iniziato a ricevere delle lettere da parte dei vicini per avvisarci del recato disturbo e di provvedere in qualche modo a calmare il cane. Ben presto queste lettere si sono trasformate in visite giornaliere da parte della polizia municipale, che attestava sempre l’ottima salute del cane, ma si raccomandava di trovare un provvedimento. L’unico rimedio era portare con noi Gaia ovunque e cosi abbiamo fatto laddove fosse possibile. Disperate da questo atteggiamento di Gaia, ci siamo rivolte in primis al veterinario, che ci ha proposto una cura con il Prozac. Con non poco scetticismo e mosse dalla necessità di “sistemare” la faccenda, abbiamo iniziato a somministrare Prozac alla piccola pelosa secondo le indicazioni e dosi veterinarie. Ovviamente i risultati sono stati pressoché nulli e ci siamo trovati a domandarci cosa fare. Solo l’idea di darla via ci faceva sentire male…

Un giorno però, la fortuna ha voluto che una dolcissima dottoressa veterinaria ci consigliasse la via che secondo lei faceva il nostro caso: l’addestramento. Sosteneva che, nonostante Gaia avesse già 7 anni, si potevano ottenere degli ottimi risultati senza dubbio; ci ha dato quindi i contatti di un addestratore per provare anche questa strada. Spinte dalla voglia di continuare a tenere Gaia con noi, abbiamo contattato Andrea Cristofori che prende subito a cuore la nostra situazione e con cui abbiamo intrapreso un percorso faticoso, ma dove i risultati sono affiorati sin dalle prime lezioni. Gaia all’inizio del percorso ha subìto molte rinunce sia in casa, sia fuori e ha mostrato molta ribellione alle nuove regole di casa. L’addestramento si è concluso in tutte le sue fasi dopo poco più di un anno ottenendo ad ogni lezione delle conquiste comportamentali eccezionali, sia in casa sia nella socializzazione con altri cani, dove Gaia era totalmente indisponente. Con Gaia ormai potevamo andare a spasso senza guinzaglio e senza pericoli. Giocare con in agility dog con tubi, ostacoli e passerelle è stato molto istruttivo e molto divertente sia per noi che per Gaia… la soddisfazione più grande era vedere Gaia pronta con il “seduta” all’inizio del percorso, che fremeva del tua “via” prima di partire a 200 km/h terminando il suo giro in pochi secondi.

Ma il percorso non ha avuto degli ottimi risultati solo su Gaia, ma anche per noi; dovendo sviluppare una buona capacità nel riconoscere i piccoli segnali del cane e adoperando ogni volta uno schema diverso, ma più adatto al contesto in cui ci si trovava, abbiamo tratto dei grandi benefici nella vita di tutti i giorni e nei rapporti interpersonali. Certamente il lavoro è stato molto duro e gli attimi di sconforto non sono mancati, ma sapevamo di non poterci permettere di mollare e avevamo capito che potevamo farcela essendo solo una questione di determinazione. Abbiamo rafforzato moltissimo il rapporto tra noi e il cane e abbiamo capito l’importanza dei piccoli segnali tantoché sapevamo cosa Gaia aveva in mente di fare ancor prima che lo facesse. La consapevolezza di aver instaurato un legame molto più solido e di complicità con lei e il fatto di essere in grado di gestire ogni situazione di pericolo che può capitare, è stato l’aspetto più soddisfacente del percorso.

Abbiamo perso la nostra Picciu a marzo 2017, per un brutto male che l’ha fatta soffrire nei suoi ultimi 2 anni; ci ha lasciato un gran vuoto nel cuore e in casa. Non finiremo mai di ringraziare Andrea e il suo team per tutto ciò che ci hanno insegnato, per i risultati ottenuti e per tutto il tempo trascorso insieme.

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